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Libri del mese

 

Sentieri himalayani

Sette racconti di viaggio ed altrettanti itinerari in una delle regioni più suggestive e sacre del pianeta, con una guida d’eccezione come Jacques Vigne. Medico psichiatra, ricercatore, maestro di meditazione, per la prima volta, e per il pubblico italiano, raccoglie in un libro le sue esperienze di viaggiatore e di guida sui sentieri himalayani.

 

Una gioia di nonsense

Perché abbiamo bisogno del comico e dell’assurdo? Da dove viene l’interesse per una forma poetica così poco convenzionale come il nonsense? Andare oltre il pensiero razionale, accogliere il senso nudo dell’esistenza ha un effetto liberatorio, salvifico, persino gioioso.

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MC Editrice - Articoli
Gli articoli di contenuto vario

Agostino Carabelli, lo sguardo PDF Stampa E-mail
Articoli
Scritto da MC Editrice   
Venerdì 29 Aprile 2022 00:00

Agostino Carabelli, lo sguardo

 

Agostino ci ha lasciato qualche giorno fa. Illustratore, pittore, grafico ha curato la direzione artistica del catalogo MC e illustrato con le proprie opere diversi libri. Ma non solo. Ha camminato con noi, facendo spesso da stimolo in quei percorsi inusuali che ci è piaciuto sperimentare, con la felice consapevolezza di mettersi a volte lontani dai perimetri segnati dal mercato. Abbiamo insieme concretamente condiviso quella piccola idea per cui i libri devono camminare, rimanere vivi mettendosi in gioco su piani diversi. E sono nati intrecci con il teatro, la musica, la danza. Mescolanze che oggi sono diventate frequenti ma che con lui abbiamo voluto proporre oltre venti anni fa. Con divertimento e per puro piacere.

Per questo parlare di Agostino solo come illustratore e art director è riduttivo: chi – e sono tanti – ha lavorato con lui, anche per un solo progetto, ha potuto sperimentare il suo sguardo. E questo rimane vivo. Vive il suo modo di percepire il mondo se riusciamo ogni volta a ritrovare quello sguardo, che può comportare (non di rado) capovolgere il punto di vista; vedere quello che apparentemente non c’è; sentire comunque compassione.  Potremo riconoscere ancora, in una Milano consumata dai consumi, le storie con la esse minuscola che riempivano i suoi quaderni di appunti e poi i tanti fogli da disegno sempre sparsi sul tavolo. Accanto alle centinaia di ritratti di musicisti di ogni epoca raccontati appunto attraverso il suo sguardo e quindi indimenticabili.

Non ci rimane, non mi rimane che continuare. Personalmente, ringraziando di quanto realizzato insieme, in un’intesa che ho sempre considerato rarissima.
Michela Bianchi

 

Alcune delle copertine illustrate da Agostino

 

La mostra tuttora visibile presso la Biblioteca Sormani di Milano, uno dei suoi ultimi impegni


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Articoli
Scritto da MC Editrice   
Lunedì 14 Febbraio 2022 20:37

In mezzo ai mercanti del sonno

 
LA CONSAPEVOLEZZA CHE PORTA ALL'AZIONE

 

I mass media e il sistema politico-industriale ci rinchiudono in una prigione, facendoci continuare a pensare, vedere e agire sempre nello stesso modo. Sta a ognuno di noi, a livello individuale e collettivo, liberarci da questa prigione di opinioni, paura e violenza.
Thich Nhat Hanh, monaco buddhista
 

Il 22 gennaio scorso è morto all’età di 95 anni Thich Nhat Hanh, monaco buddhista nato in Vietnam, grandissimo maestro di meditazione, scrittore, poeta, filosofo ha fondato la rete di monasteri di Plum Village. Attivo pacifista, negli anni '60 e '70 il suo impegno contro la guerra e le prese di posizione nei confronti dei governi sia del Vietnam del Nord sia del Vietnam del Sud, oltre che degli Stati Uniti, lo avevano costretto a lasciare il suo Paese.
E’ autore di circa 130 libri, dedicati in gran parte all’arte della consapevolezza, sviluppata con la pratica della meditazione. Una condizione che non porta all'isolamento, ma al contrario ad un ruolo più attivo nel rapporto con il mondo. La meditazione, sostiene il maestro più volte citato da Jacques Vigne, non è una fuga dalla società, ma è un tornare a noi stessi e vedere quello che succede. Una volta che si vede, ci deve essere azione. Con la consapevolezza sappiamo cosa dobbiamo e non dobbiamo fare per aiutare.
Nel libro “La scintilla del risveglio” troviamo parole molto adatte al periodo in cui viviamo:
“Quando la paura si fa collettiva, quando la rabbia si fa collettiva si corrono grandi pericoli: diventano forze travolgenti.
(…) Ti puoi esprimere alla luce della verità: anche se la maggioranza non ha visto la verità che tu hai già percepito sei abbastanza coraggioso per andare avanti; e una minoranza che vede la verità, che è risvegliata, può modificare totalmente la situazione. Proprio come la nostra coscienza individuale è creata e influenzata dalla coscienza collettiva, può a sua volta influenzare la coscienza collettiva, anzi contribuire a generarla.
(…) I singoli individui e i piccoli gruppi possono scoccare la prima scintilla di un cambiamento di coscienza; se sentiamo di avere una visione profonda in grado di farci uscire dalla difficile situazione attuale dobbiamo avere il coraggio di esprimerci apertamente pur essendo in minoranza. (…) Vi invito a far sentire la vostra voce in modo da potervi unire agli altri. (…)”

 

neurobiologia-vigne

 

 


 


PERCEPIRE IL MONDO PER ESSERE GIUSTI

 

A noi, dei subalterni, è affidata la creazione; grazie a noi, se siamo vigili, un giorno il mondo sarà creato. Perciò, amici, passate senza fermarvi in mezzo ai mercanti del sonno, e se vi fermano, ditegli che non cercate né un sistema né un letto. Non smettete di esaminare e di comprendere e lasciatevi dietro tutte le vostre idee, bozzoli vuoti e crisalidi rinsecchite. Leggete, ascoltate, discutete, giudicate; non temete di far vacillare i sistemi; camminate sulle rovine e rimanete bambini.
Alain (Émile Auguste Chartier)

 

cover Veil-Cigni

I mercanti del sonno: con questo discorso Alain (Émile Auguste Chartier), insegnante di Simone Weil, si rivolgeva ai propri allievi del liceo parigino Condorcet in occasione del diploma finale. E concludeva con un invito che è anche un augurio: “esercitatevi a percepire il mondo per essere giusti”.
“Troverete sul vostro cammino ogni tipo di mercanti del sonno. I più abili vendono un sonno in cui i sogni sono proprio il mondo. Per quale motivo, quindi, svegliarsi?
Vi diranno che il reale è ciò che è, che non lo cambierete in nulla e la cosa migliore è accettarlo senza problemi.
Ad ogni momento potete dormire o rimanere svegli e comprendere: il mondo ammette tutte e due le scelte.”
Ancora scuotono queste parole e comprendo il cammino che hanno fatto nella mente e nel cuore di Simone Weil al punto di farle dire: “Non potrei desiderare di essere nata in un’epoca migliore di questa, in cui si è perduto tutto…” (dall’introduzione di Michela Bianchi).


 

 
Miliardi per distruggere o aiutare la biodiversità PDF Stampa E-mail
Articoli
Scritto da MC Editrice   
Giovedì 26 Novembre 2020 16:36

Miliardi per distruggere o aiutare la biodiversità


I soldi pubblici di cui si parla sono quelli della Pac (Politica agricola comunitaria) 
una politica molto ben finanziata, che oggi pesa per un terzo dell’intero budget UE con 60 miliardi all’anno. Ebbene la PAC che rappresenta il più grande programma di sussidi diretti esistente al mondo, 390 miliardi per il periodo 2021-2027, oltre un terzo del bilancio Ue, è stata oggetto di una proposta di revisione da parte della Commissione nel 2018, in anticipo sull'approvazione del budget europeo 2021- 2027 di cui fa parte. La riforma  proposta aveva lo scopo di premiare con i sussidi una transizione verso la sostenibilità e quindi di ridurre l’inquinamento provocato da agricoltura e allevamenti intensivi. Il 20 ottobre la proposta è stata discussa in sede di Europarlamento. Cosa è successo?


Riportiamo alcuni passaggi dall’articolo di Damiano Di Simine, coordinatore del Comitato scientifico di Legambiente, pubblicato sul L’Espresso del 28 ottobre:


La Commissione Juncker, nel cui mandato è stata definita nel 2018 la proposta di regolamento per la nuova PAC, ha promosso una vasta consultazione dei cittadini, che ha visto prevalere la richiesta di una politica che premiasse la sostenibilità ambientale e la salubrità nella filiera del cibo. Si consolidava così l’orientamento già adottato dalla Commissione, verso il superamento del sistema di sussidi, con lo slogan ‘Public money for public goods’: aiuti pubblici devono essere destinati ad azioni che generino un verificabile beneficio collettivo.

La Commissione a guida Von der Leyen ha raccolto la proposta di regolamento del 2018 e l’ha riposizionata su obiettivi più ambiziosi, incasellando la PAC nel Green Deal attraverso due strategie, presentate a maggio: Biodiversità 2030, che prevede tra l’altro di destinare almeno il 10% del territorio agricolo ad aree per la conservazione delle specie selvatiche; e Farm to Fork (dal campo al piatto), che introduce target importanti di riduzione degli input di fertilizzanti sintetici (del 20%), dimezzamento dell’uso di pesticidi pericolosi e antibiotici veterinari, e crescita  del territorio agricolo a conduzione biologica fino al 25% della superficie agricola europea.

Evidentemente troppo per le lobby agroindustriali che cingono l’assedio permanente alle istituzioni europee e ai ministeri degli Stati Membri. Il risultato della loro pressione è ben leggibile nell’architettura dell’accordo trasversale con cui le maggiori famiglie politiche dell’Europarlamento (Socialisti e Democratici, Partito Popolare Europeo e liberal di Renew) hanno portato al voto un pacchetto di emendamenti che non solo ha fatto strame dei target del Green Deal, ma ha annacquato anche il regolamento del 2018, riportando le lancette della PAC indietro di un decennio:

gli ecoschemi che avrebbero dovuto essere la più forte innovazione, trasformati in una cattiva copia del vecchio greening, il rinvio dell’entrata in vigore a regime degli aiuti ambientali rinviato al 2025, l’indebolimento della ‘condizionalità ambientale’ (ovvero l’obbligo di rispettare norme e buone pratiche agronomiche) riducendo al 3% la quota di territorio da destinare ad ecosistemi naturali e consentendo la trasformazione in seminativi di preziose aree di pascolo e prateria, la riduzione della quota di spesa per interventi climatico-ambientali a valere sul fondo per lo sviluppo rurale, il mantenimento di sussidi nocivi, come i pagamenti accoppiati collegati al numero capi allevati.

Un arretramento di proporzioni inedite nella storia dell’UE, in cui è emersa fortemente la pressione degli Stati Membri, in gran parte ostili all’innalzamento dei requisiti ambientali della riforma, che ha visto l’Italia giocare da posizioni di profonda retroguardia con richieste di azzeramento del pilastro ambientale della riforma.

 
Continuare a pensare durante i giorni di crisi. La “tenuta” dell’operatore PDF Stampa E-mail
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Scritto da MC Editrice   
Venerdì 22 Maggio 2020 08:30

Continuare a pensare durante i giorni di crisi. La “tenuta” dell’operatore

Pubblicato il 1 maggio 2020 su DIALOGHI MEDITERRANEI

di Alfredo Ancora

 

20 aprile

Una “sosta” obbligata?

Quando il tempo scorre nelle sue forme obbligatorie, irrompe il pericolo di vivere senza pensare soprattutto per chi fa il nostro lavoro. Bruno Callieri [1], maestro indiscusso della psichiatria italiana, diceva: «La vita vissuta dell’uomo ha la struttura della via, cioè il suo “qui-ora” si costituisce sempre mediante un “da-dove” e un “verso-dove”». Seguendo questo suggerimento cerchiamo di descrivere “un idea” di percorso un po’ speciale, necessariamente in process, nei viottoli del pensiero di noi, “tecnici della salute mentale”, in questi giorni (marzo-aprile 2020). Un andamento necessariamente a zig-zag perché interessa anche noi come “persone comuni”, prima, durante, forse anche dopo la pandemia-pan-demonio, fonte di caos e dis-ordine nei nostri atteggiamenti mentali e nelle nostre “intoccabili” (almeno finora) condizioni di vita.

Il nostro passato lo conosciamo (formazione, vissuti personali, professionali etc.), il durante lo stiamo vivendo fra mille contraddizioni di chi sta dentro e deve stare anche fuori [2]. Il futuro non possiamo prevederlo interamente, ma forse possiamo prepararci! Andremo incontro ad un periodo di cui non possiamo immaginare il prodotto finale “psichico ed esistenziale” a meno che non ci si lasci andare a ipotesi “tranquillizzanti” del tipo tanto tutto tornerà come prima.

Dovremmo partire dal concetto di crisi, più precisamente dalla crisologia, scienza della crisi, che il novantanovenne Edgar Morin [3] considera come possibilità di cambiamento e non solo nell’accezione negativa in cui comunemente viene considerata. Infatti, nella sua ultima intervista (aprile 2020) commentando la situazione attuale intravede in questa crisi «la possibilità di riconquistare il tempo interiore “come una sfida politica, ma anche etica ed esistenziale»

 

 

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