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VIJAYÂNANDA

Un medico francese in Himalaya. Diario di un cammino spirituale
Il libro svela la profondità di un cammino interiore perseguito da un uomo da più di cinquanta anni, con un impegno totale.
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MEDITAZIONE, EMOZIONI E CORPO COSCIENTE

Le pratiche meditative alla luce delle neuroscienze
Il percorso suggerito dall’autore parte dalla sua formazione occidentale di medico psichiatra, per arrivare, senza limitazioni culturali o religiose, a un approccio più intimo, aperto non solo alle dimensioni della conoscenza scientificamente riscontrabili, ma anche alla sapienza esperienziale. 
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Acque d’Italia, la depurazione è ancora un problema PDF Stampa E-mail
Scritto da MC Editrice   
Martedì 21 Marzo 2017 10:20

Acque d’Italia, la depurazione è ancora un problema

Ma ridurre la relativa tariffa non è la soluzione

Un intervento di Marco Manunta

Nel dicembre scorso la Commissione dell’Ue ha chiesto per l’Italia una sanzione di 62,7 milioni di euro per il mancato rispetto dell’obbligo che le “Acque reflue urbane siano trattate in modo adeguato al fine di prevenire gravi rischi per la salute umana e l’ambiente”.

Rispetto ai 109  agglomerati urbani, già oggetto di violazione accertata nel 2012 da una sentenza della Corte di Giustizia, ora il numero è sceso ad 80, che comprendono oltre 6 milioni di abitanti. Alla sanzione forfettaria di 62,7 milioni di euro va aggiunta una multa di circa 347 mila euro per ogni giorno di ritardo con cui l’Italia provvederà ad adeguarsi. Ma l’Italia ha tempo solo fino alla prossima pronuncia dei giudici europei.

Le regioni interessate sono Abruzzo (1 località), Calabria (13), Campania (7), Friuli Venezia Giulia (2), Liguria (3 ), Puglia (3) e Sicilia (51).

La direttiva europea (n.271 del 1991) prevede che gli Stati membri, a fini di tutela della salute e dell’ecosistema, sono tenuti ad assicurarsi gli agglomerati urbani e gli altri insediamenti raccolgano e trattino in modo adeguato le acque reflue.

E’ vero che la direttiva europea ha come destinatari gli Stati, ma bisogna ricordare che in Italia i servizi pubblici locali, tra cui il Servizio Idrico Integrato, sono materia di competenza delle Regioni. Il tentativo di riportare alcune competenze in sede centrale (Stato), contenuto nella riforma costituzionale, è stato bocciato con il  referendum del 4/12/2016, tra l’altro, in nome della strenua difesa dell’autonomia regionale e contestando la “clausola di supremazia” con cui lo Stato avrebbe potuto sostituirsi all’ente locale inadempiente (come in questo caso). Lo Stato italiano è, quindi, esposto alle sanzioni anche se l’inottemperanza è delle regioni, che peraltro sarebbero tenute direttamente al rispetto della normativa comunitaria.

E’ indubbio che al mancato adeguamento di molti centri urbani abbia contribuito l’intervento improvvido della Corte Costituzionale. Con sentenza n.335/2008, infatti, è stata dichiarata l’illegittimità dell’art.14 della L.36/94 (Legge Galli) che imponeva l’obbligo per gli utenti di pagare la quota tariffaria relativa alla depurazione anche in mancanza del relativo servizio; peraltro, imponendo contestualmente agli enti preposti di accantonare la quota così riscossa destinandola alla costruzione dei depuratori. La sentenza, salutata come una vittoria dei consumatori e dei movimenti per l’acqua, ha avuto, in realtà un effetto perverso: ha obbligato tutti gli enti locali a restituire gli importi riscossi e a ridurre le tariffe per l’importo pari alla “quota depurazione”. E’ stata, di fatto, abolita una tassa di scopo assolutamente indispensabile per dotare di depuratori i centri urbani sprovvisti, mentre si è operata una trasformazione in senso puramente “consumeristico” del servizio idrico: la tariffa è stata intesa come puro e semplice “prezzo” di un qualunque servizio economico privato, con una funzione di corrispettivo monetario strettamente correlato al servizio effettivamente prestato. In pratica è stata esclusa ogni finalità sociale o promozionale: nessuna quota da versare in conto capitale per l’effettivo progresso della comunità locale e del suo territorio. Un risultato di cui c’è ben poco da gioire.

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Marzo 2017 10:25
 
Spiritualità femminile PDF Stampa E-mail
Scritto da MC Editrice   
Martedì 07 Marzo 2017 11:11

Spiritualità femminile
di Michela Bianchi



In tutte le istituzioni religiose la voce che prevale è quella maschile, i libri distribuiti sono stati scritti da uomini e gli esempi da seguire si riferiscono soprattutto a figure maschili, e il buddhismo, come afferma la stessa Tenzin Palmo, non fa eccezione in questo senso. Nonostante le tradizioni spirituali orientali non-duali, in particolare proprio il buddhismo, propongano il risveglio a quell’esperienza che fa andare oltre al mondo degli opposti e comportino quindi il riconoscimento della compresenza maschile/femminile in una realtà caratterizzata dall’unità e interdipendenza di tutte le cose.
 
Oggi, se il bisogno di spiritualità rimane profondo, la società sembra distaccarsi dalla dimensione religiosa e rifiutare in modo particolare l’immagine di un dio creatore, legislatore e giudice, dai caratteri esclusivamente maschili, al di fuori e al di sopra di tutto.
Ultimo aggiornamento Martedì 07 Marzo 2017 11:23
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Dieci motivi per meditare PDF Stampa E-mail
Scritto da MC Editrice   
Martedì 07 Febbraio 2017 12:38

Jacques Vigne

Dieci motivi per meditare

 
Siamo in grado di addestrare la mente perché possa superare i momenti più difficili e le emozioni negative? Un individuo può con le proprie forze e quindi senza il sostegno di farmaci, produrre cambiamenti positivi con effetti più duraturi di quelli indotti dai farmaci? E’ possibile un addestramento che sia capace di produrre questi risultati per tutti,  indipendentemente dal fatto che si tratti di persone motivate sul piano religioso?

Jacques Vigne risponde proponendo un sintetico vademecum in dieci punti.
 

1-Diventare una persona migliore. La migliore delle religione è quella che vi rende migliori, ha detto il Dalai Lama: allo stesso modo si può dire della meditazione. Abbiamo la possibilità di cambiare: la pratica meditativa è fatta per questo.

2-Prevenire le malattie fisiche che sono evitabili (siamo mortali e non possiamo evitare tutte le malattie!). La maggior parte delle malattie psicosomatiche sono collegate allo stress; la tristezza e la depressione fanno calare le difese immunitarie. Inoltre l’assenza di conoscenza di sé provoca l’ansia che è la radice di molti disturbi anche alimentari. Questi problemi si possono attenuare con una pratica regolare della meditazione.

3-Prevenire le malattie psichiche: la negatività deve essere eliminata giorno dopo giorno con la pratica quotidiana. La meditazione è sia un alimento sia una pulizia. Entrambi devono essere assunti quotidianamente.
Ultimo aggiornamento Martedì 14 Febbraio 2017 11:23
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