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Libri del mese

 

Sentieri himalayani

Sette racconti di viaggio ed altrettanti itinerari in una delle regioni più suggestive e sacre del pianeta, con una guida d’eccezione come Jacques Vigne. Medico psichiatra, ricercatore, maestro di meditazione, per la prima volta, e per il pubblico italiano, raccoglie in un libro le sue esperienze di viaggiatore e di guida sui sentieri himalayani.

 

Una gioia di nonsense

Perché abbiamo bisogno del comico e dell’assurdo? Da dove viene l’interesse per una forma poetica così poco convenzionale come il nonsense? Andare oltre il pensiero razionale, accogliere il senso nudo dell’esistenza ha un effetto liberatorio, salvifico, persino gioioso.

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MC Editrice - Articoli
A questa sezione appartengono le diverse categorie di articoli.

Vaccini diversi, controllati e per tutti: sarebbe possibile PDF Stampa E-mail
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Scritto da MC Editrice   
Martedì 14 Dicembre 2021 16:23
“Il mondo non sta producendo tutti i vaccini che potrebbe. Ogni azienda che ne ha la capacità dovrebbe farlo. Ma dopo aver pagato Moderna, Johnson&Johnson e Pfizer Biontech per sviluppare i loro sieri, i governi di Stati Uniti e Germania non vogliono costringere queste aziende a condividere la loro tecnologia. Se i governi non cambieranno la loro posizione, le aziende continueranno a sfruttare il loro potere monopolistico…”

Joseph Stiglitz, Internazionale, 10 dicembre 2021

 

Il 30 novembre scorso l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) avrebbe dovuto riunirsi per decidere sulla sospensione temporanea dei brevetti farmaceutici durante la pandemia, ma l’incontro è stato rinviato con la motivazione della diffusione della variante omicron. E proprio il continuo emergere di nuove varianti del Covid19 rappresenta l’ulteriore decisivo motivo per porre fine a una aberrante situazione di monopolio. E consentire la libera ricerca di vaccini efficaci, sicuri e per tutti. Si continua a richiamare, anche e soprattutto nelle ultime settimane da parte del governo italiano e della stampa, il principio della libera concorrenza, ma su una questione cruciale per la vita e la salute, istituzioni sanitarie e cittadini non possono di fatto esercitare alcuna libera scelta. Non solo, alla situazione di monopolio si aggiunge quella di completa esenzione di responsabilità delle aziende per gli eventuali danni derivanti dalla somministrazione. Come è stato possibile?

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DDL CONCORRENZA: ANCHE DELL’ACQUA SI FA MERCATO VIOLANDO I REFERENDUM PDF Stampa E-mail
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Scritto da MC Editrice   
Mercoledì 17 Novembre 2021 11:28

Con il disegno di legge (DDL) approvato il 4/11/2021 dal Consiglio dei Ministri in materia di concorrenza e mercato il Governo si è mosso in modo molto invasivo sui servizi pubblici locali, nessuno escluso: dai trasporti ai rifiuti e all’acqua potabile.

Il principio ispiratore dell’intervento è di nuovo il liberismo spinto, come se la gestione mercantile adottata sistematicamente negli ultimi lustri e, soprattutto, durante la pandemia, non avesse dimostrato chiaramente il fallimento della ricetta. Ciononostante viene esaltata la privatizzazione dei servizi e l’affidamento al mercato come il toccasana “per rafforzare la giustizia sociale, la qualità e l’efficienza dei servizi pubblici, la tutela dell’ambiente e il diritto alla salute dei cittadini” (articolo 1).

Se il DDL verrà tradotto in legge dal Parlamento nessuno dei servizi locali potrà rimanere nella gestione pubblica. Nessuna eccezione è prevista, neppure per l’acqua: il servizio idrico è equiparato in tutto e per tutto a qualunque altro servizio gestito in forme e con finalità puramente mercantili

Ma l’intervento del Governo, in particolare per quanto riguarda l’acqua, è censurabile sotto due aspetti. Sotto l’aspetto politico e democratico, in quanto viene calpestata platealmente la volontà espressa dagli elettori con i referendum del 2011: “no alla privatizzazione dei servizi idrici” e “no al profitto sulla gestione dell’acqua”.

Con i due referendum infatti, i cittadini hanno bocciato a larghissima maggioranza l’obbligo di privatizzare i servizi idrici ed hanno cancellato il margine di utile previsto per legge in favore del gestore del servizio.Questa espressione netta della volontà politica degli elettori, però, non ha sinora avuto concreta attuazione.

In particolare:

l’esclusione di ogni margine di utile per il gestore è stato eluso ricorrendo ad audaci formule terminologiche;

la ripubblicizzazione dei servizi in tutto o in parte in mano ai privati non è neppure iniziata.

Senza dimenticare la proposta di legge di iniziativa popolare volta a rendere effettivo il diritto universale all’acqua che giace in Parlamento da oltre 10 anni.

Sotto l’aspetto giuridico, poi, l’invasione della competenza regionale sui servizi locali presenta in modo evidente un profilo di illegittimità costituzionale del DDL stesso su cui è necessario tornare in modo specifico.

E, infine, la motivazione, anche questa trita e ritrita, dell’adeguamento ai principi dell’Unione europea, che è la perenne foglia di fico del liberismo: nessun obbligo di privatizzazione è previsto, in realtà, dalla normativa europea.

Nelle premesse della Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno, si legge infatti che “ è opportuno che le disposizioni della presente direttiva relative alla libertà di stabilimento e alla libera circolazione dei servizi si applichino soltanto nella misura in cui le attività in questione sono aperte alla concorrenza e non obblighino pertanto gli Stati membri a liberalizzare i servizi d’interesse economico generale, a privatizzare gli enti pubblici che forniscono tali servizi o ad abolire i monopoli esistenti per quanto riguarda altre attività o certi servizi di distribuzione.

Tali premesse sono state tradotte in disposizioni, se possibile, anche più esplicite. Così, l’art.1 della Direttiva ribadisce espressamente che rimane impregiudicata la libertà, per gli Stati membri, di definire, in conformità del diritto comunitario, quali essi ritengano essere servizi d’interesse economico generale, in che modo tali servizi debbano essere organizzati e finanziati, in conformità delle regole sugli aiuti concessi dagli Stati, e a quali obblighi specifici essi debbano essere soggetti.

Trattandosi della Direttiva approvata proprio in materia di liberalizzazione di servizi,[1] la conclusione che non esiste alcun obbligo di privatizzare è assolutamente chiara: viene ribadita per l’ennesima volta la facoltà di scelta degli stati membri fra la gestione pubblica e quella privata, con il corollario, scontato e ovvio, che l’opzione privatistica impone il rispetto delle regole di concorrenza e non discriminazione fra prestatori di servizi.

(sul punto rimandiamo a Marco Manunta, Uno statuto per l’acqua. MC Editrice).

Marco Manunta Michela Bianchi

 

 

 



[1] Si tratta della Direttiva nata dall’originaria proposta di Direttiva c.d. Bolkenstein, poi emendata dal Parlamento Europeo, a seguito di ampio dibattito e, soprattutto, delle vibrate proteste sollevatesi in tutta Europa proprio a causa dell’impronta improvvidamente liberista del testo iniziale.

 
DDL CONCORRENZA: ANCHE DELL’ACQUA SI FA MERCATO VIOLANDO I REFERENDUM PDF Stampa E-mail
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Scritto da MC Editrice   
Venerdì 12 Novembre 2021 12:46

DDL CONCORRENZA: ANCHE DELL’ACQUA SI FA MERCATO VIOLANDO I REFERENDUM

 

Con il disegno di legge (DDL) approvato il 4/11/2021 dal Consiglio dei Ministri in materia di concorrenza e mercato il Governo si è mosso in modo molto invasivo sui servizi pubblici locali, nessuno escluso: dai trasporti ai rifiuti e all’acqua potabile.

Il principio ispiratore dell’intervento è di nuovo il liberismo spinto, come se la gestione mercantile adottata sistematicamente negli ultimi lustri e, soprattutto, durante la pandemia, non avesse dimostrato chiaramente il fallimento della ricetta. Ciononostante viene esaltata la privatizzazione dei servizi e l’affidamento al mercato come il toccasana “per rafforzare la giustizia sociale, la qualità e l’efficienza dei servizi pubblici, la tutela dell’ambiente e il diritto alla salute dei cittadini” (articolo 1).

Se il DDL verrà tradotto in legge dal Parlamento nessuno dei servizi locali potrà rimanere nella gestione pubblica. Nessuna eccezione è prevista, neppure per l’acqua: il servizio idrico è equiparato in tutto e per tutto a qualunque altro servizio gestito in forme e con finalità puramente mercantili.

 
Ecoturismo o Egoturismo? La mente del viaggiatore PDF Stampa E-mail
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Scritto da MC Editrice   
Giovedì 10 Dicembre 2020 12:00

Ecoturismo o Egoturismo? La mente del viaggiatore

 

 

di Michela Bianchi

 

Quante domande abbiamo cominciato a porci circa vent’anni fa, decidendo di dedicare un’intera collana al tema del viaggio!

E’ possibile viaggiare per il mondo senza venir schiacciati dalle nostra stesse impronte?: ci domandavamo all’inizio del primo libro, L’arte del Viaggio. Ragioni e poesia di un turismo sostenibile (1998), mettendo in evidenza il contrasto, drammatico, che rassegna il turista occidentale a essere vittima o colpevole di inquinamento e sfruttamento.

Già allora la contrapposizione fra turismo fautore di progresso e turismo fattore di degrado socio-ambientale appariva insuperabile e sempre più urgente la necessità di indagare i meccanismi e individuare le possibilità di cambiamento.

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