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L'arte del viaggio

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Indice articolo
L'arte del viaggio
L'impatto ambientale del turismo
Imprescindibili le esigenze di popolazione e territorio
Tutte le pagine

Accarezzare il mondo: l'Arte del Viaggio

L'arte del viaggioÈ ancora possibile vivere senza spremere il mondo fino a deformarlo, viaggiare sul pianeta senza venir schiacciati dalle nostre stesse impronte?
È possibile, in sostanza, l'affermarsi di un turismo, che realizzi uno scambio e un incontro proficuo, nel rispetto della qualità ambientale?
Oggi la discussione appare arenata in un contrasto insanabile: tra quanti sostengono in modo generico il turismo come motore di progresso e quanti lo condannano senza appello come fattore di inquinamento e degrado sociale e ambientale. In questa contrapposizione, il turista si trova in una sorta di vicolo cieco, schiacciato tra il ruolo di oppressore e quello di vittima, apparentemente privato di capacità di iniziativa.
Il turismo, nella migliore delle ipotesi, si riduce allora a un evento da dirigere e controllare, impedendo anche a chi si batte contro lo sfruttamento dell'uomo e del pianeta di comprendere la crescita di nuovi processi e collegamenti. Non sono solo istanze etiche a far considerare ormai indissociabili le dinamiche economiche, le esigenze dei turisti e la conservazione del patrimonio naturale e culturale. Se l'industria turistica deve fare i conti con il progressivo esaurimento delle risorse su cui vive, il turista è consapevole di avere delegato malamente la gestione del proprio tempo libero, prova il disagio di muoversi dietro uno schermo, di essere trasportato da un posto all'altro senza che accada nulla che lo possa stupire, scuotere, ricreare. E chiede, sempre più spesso, di viaggiare in modo diverso, aprendo la strada a più "turismi, altrove e altrimenti".
È proprio di questi nuovi processi e possibilità che si occupa il libro pubblicato da MC Editrice L'arte del Viaggio. Ragioni e poesia di un turismo sostenibile (di Michela Bianchi, contributi di Carlo Cici e Paolo Schmidt di Friedberg, Francesca Casella e Alfredo Somoza; MC Editrice 1998), con la convinzione che - parafrasando i versi di Whitman - la terra sarà incrinata e infranta solo per colui o per colei che restano incrinati e infranti, sarà completa per coloro che saranno completi.
Il viaggio è, del resto, qualcosa di più di un moto geografico: condivide la sostanza dell'arte e del gioco. La spinta a rompere con la quotidianità ha radici universali in quella ricerca di senso che accomuna lo spirito degli uomini.
E questo è un senso poetico. Il libro vuole partecipare e appartenere a quel mondo, piuttosto che al campo dei saperi certi e definiti.
Il percorso è quello del viaggio; l'intenzione è che il lettore vi scorra dentro, aprendosi alle sensazioni che può sollecitare, vivendo lo spaesamento e la memoria, scegliendo ogni volta il proprio sentiero. Tornando sui propri passi, per vedere i particolari o lo sfondo. Esistono, infatti, più livelli di lettura, non necessariamente da seguire insieme e contemporaneamente. I capitoli di approfondimento possono essere letti separatamente e in fasi successive senza perdere il senso complessivo. Sono, poi, numerosi i dati, le informazioni, le ricerche sul campo, le argomentazioni teorico-scientifiche utilizzati: si è scelto di proporli in estrema sintesi, cercando di sfuggire alla catalogazione, per lasciarli liberi di agire nell'ambito della ragione di ciascuno.
Si vanno affermando più modi di viaggiare, più "turismi":si tratta ancora una volta di conoscere e scegliere.
Disubbidire, intraprendere strade diverse è sempre possibile. Milioni di turisti con il loro modo di viaggiare possono lentamente imporre un loro stile, dare il segno che la domanda sta mutando.


 

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