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Energia: i veri costi in bolletta. Come ridurre i prezzi

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Scritto da Roberto Meregalli   
Giovedì 19 Gennaio 2012 00:00
Energia, un nuovo inizioLa stampa ha sottolineato il rincaro delle tariffe elettriche scattato il primo gennaio 2012, giustificandolo come effetto dell’aumento della generazione fotovoltaica (inutile parlare genericamente di fonti rinnovabili visto che il vero aumento è relativo a questa fonte).
Dunque colpa del sole se la corrente costa di più? Fra le cause dell’aumento del 4,9% del prezzo dell’elettricità per la famiglia tipo, l’Autorità ha parlato di rialzi del prezzo di generazione “influenzati anche dal cambiamento della curva di domanda e offerta nel nuovo scenario dominato dallo sviluppo delle rinnovabili”.
Iniziamo col chiarire che stiamo parlando di mercato elettrico all’ingrosso. Il costo al Mwh è cresciuto pur in presenza di offerta maggiore della domanda perché risulta cresciuto il costo di generazione, in primis del gas: l’indice ITECccgt, che indica il costo di generazione per le centrali a ciclo combinato, è aumentato del 30% nel 2011,  ed è ovvio che aumenti anche il costo dell’elettricità prodotta, anzi, viene da chiedersi perché sia aumentata così poco.
Nel 2011 la PED, la componente energia della bolletta,  è aumentata per le utenze residenziali dell’8,3% nelle fasce F2 e F3 (sera, notte e finesettimana), mentre nella giornata feriale (dalle 8 alle 19, fascia F1) è addirittura scesa del 3,3%! Bene, è scesa grazie al sole perché di giorno 12,5 GW di fotovoltaico (ormai 13) producono e rimpiazzano una quota di gas nel fornire elettricità. C’è poi il costo del dispacciamento, che, nonostante fiumi di parole sulla difficoltà di gestire in rete le fonti rinnovabili nel 2011, è calato, e il sistema ce l’ha fatta dimezzando l’uso dei sistemi di pompaggio, forme sostanziali di batterie, molto utilizzate in passato per gestire le ore di picco della domanda.
Insomma, nell’aumento del costo dell’energia all’ingrosso il sole c’entra poco, ovvero entra nella componente oneri della bolletta ma è inutile continuare a lamentarsene: abbiamo fatto un mutuo ventennale così come si fa per la casa con l’obiettivo di trasformare un sistema fossile e dipendente dalle importazioni estere in un sistema più pulito, sicuro, sano e indipendente da Russia, Libia, Algeria etc.
Al contrario, è più intelligente “sfruttare” al massimo l’investimento, guai a buttare i soldi investiti. Va sottolineato che l’energia ha un costo che non può scendere al di sotto di certi valori; per questo investire nell’efficienza è la via migliore per ridurre la bolletta. Inoltre, quando si parla di questi argomenti sulla stampa la gente pensa unicamente alla propria bolletta.
Riportiamo e ricordiamo a questo proposito quanto spiegato nel libro, appena uscito, Energia, un nuovo inizio, e in particolare che “in Italia, come confermato dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, circa una famiglia su due paga prezzi per l’energia elettrica più bassi della media UE, mentre per tutte le altre il divario negativo si va riducendo (–63% negli ultimi due anni). Nel secondo semestre 2010, rispetto a quello 2011, l’Italia si è distinta per il calo del prezzo (–4%) e nell’UE-27 è uno dei sette Paesi in cui le tariffe sono scese, mentre in tutti gli altri sono salite.”.
Per ridurre il prezzo dell’energia elettrica oggi come oggi si può solo attendere che il collegamento della rete con la Sicilia sia migliorato in modo da ridurre la differenza di prezzo rispetto al resto del continente (cosa che avverrà probabilmente nel 2013), e sia eliminata l’IVA sulla parte di oneri che tutti paghiamo in bolletta.
 

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