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Libri del mese

 

Incontro degli opposti

Il fascino del lavoro spirituale consiste nel suo effetto quasi magico sul nostro mondo interiore: la nostra vita psichica ed esteriore che appariva caotica comincia a organizzarsi come in un magnifico mandala. Molte cose trovano la loro giusta collocazione.

 

 

 

Una gioia di nonsense

Perché abbiamo bisogno del comico e dell’assurdo? Da dove viene l’interesse per una forma poetica così poco convenzionale come il nonsense? Andare oltre il pensiero razionale, accogliere il senso nudo dell’esistenza ha un effetto liberatorio, salvifico, persino gioioso.

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Home Compagni di Viaggio Paolo De Benedetti

Paolo De Benedetti

Professore di Giudaismo, saggista, poeta e biblista

Contatto

Paolo De Benedetti, nato ad Asti nel 1927, morto nel dicembre 2016, scrittore, poeta, saggista, è una delle figure più significative per quanto riguarda la conoscenza e la divulgazione della cultura biblica. Ha insegnato alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale ed è stato il riferimento scientifico e culturale di Biblia, Associazione laica di cultura biblica. Innumerevoli i suoi scritti, saggi, libri. E' autore di numerose pubblicazioni scientifiche e poetiche, tra cui "Gatti in Cielo" (2006), "Sento riso soffro e ti guardo. Animali, gli altri abitanti della Terra" (2009), "Animali e noi. Un destino in comune" (2013), "Con un cuculo sul dito in qualche paradiso" (2017), editi da MC Editrice.

"Personalmente sono grato a Dio per due motivi: anzitutto per quello che finora ho ricevuto nella vita, dalla famiglia, dai miei maestri e dagli amici; e poi - e forse il più importante – per quello che io, con fede, so che riceverò. Il mio futuro è nelle mani di Dio e sono grato per quel che non ho ancora ma che avrò da Dio, e di cui sono certo in virtù dell'atto di fede. Ciò vale per questa vita e anche per la morte, nel senso che io so, per fede, che tutti coloro che muoiono saranno richiamati alla vita attraverso la promessa della resurrezione. Per chi crede, Dio è mechajè ha-metim, come ci ricorda la liturgia ebraica, ossia Colui che fa tornare in vita i morti. Sono dunque grato per il mio passato e per il mio futuro, e anche per il passato e il futuro degli altri, il cui destino io metto con la preghiera, per così dire, nelle mani di Dio. Sono poi grato anche al mio prossimo, umano e non umano. Penso anche agli animali domestici che, hanno condiviso la nostra casa, i nostri cani e i nostri gatti. E' una gratitudine reciproca, mia verso di loro e loro verso di me, che si manifesta nello sguardo reciproco." PDB


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