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Libri del mese

 

Sentieri himalayani

Sette racconti di viaggio ed altrettanti itinerari in una delle regioni più suggestive e sacre del pianeta, con una guida d’eccezione come Jacques Vigne. Medico psichiatra, ricercatore, maestro di meditazione, per la prima volta, e per il pubblico italiano, raccoglie in un libro le sue esperienze di viaggiatore e di guida sui sentieri himalayani.

 

Una gioia di nonsense

Perché abbiamo bisogno del comico e dell’assurdo? Da dove viene l’interesse per una forma poetica così poco convenzionale come il nonsense? Andare oltre il pensiero razionale, accogliere il senso nudo dell’esistenza ha un effetto liberatorio, salvifico, persino gioioso.


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ERRORE TECNICO IN FASE DI ANALISI PDF Print E-mail
Written by Giacomo   
Thursday, 30 April 2026 09:47

Gentili utenti,

 a causa di un problema tecnico, il sito potrebbe visualizzare alcuni caratteri errati.

 Il funzionamento del sito resta garantito.

 

Grazie 

 
Seminario condotto da Jacques Vigne 30 e 31 maggio 2026 PDF Print E-mail
Written by Giacomo   
Monday, 27 April 2026 09:18

Alleviare e trasformare la sofferenza, ritrovare fiducia in noi

Come coltivare la speranza nel presente e svilupparla in modo concreto

 

Stiamo attraversando un periodo critico, il mondo e' segnato da conflitti e paure, da solitudini ed esclusioni e spesso a prevalere sono il senso di impotenza e la rassegnazione. Ci sarebbe davvero bisogno di recuperare la fiducia, di riprendere una sana speranza, cioe' non consolatoria e affidata all'esterno.

 

Quale senso può avere la speranza oggi? Come ripensarla e attivarla dentro di noi? Come uscire dal tempo dell'accelerazione e del consumo? Come interrompere la catena della rabbia e del senso di impotenza?

 

Nel corso del seminario si guarderanno le cause del malessere e della depressione attuali per comprendere e attivare le possibilità di coltivare la fiducia in noi e negli altri.

 

Come rileva Jacques Vigne nel suo ultimo libro Alleviare il dolore e la sofferenza. Pratiche meditative, autoterapia e neuroscienze, non siamo convinti che la felicità sia la nostra vera natura e proprio da qui deriva la sua instabilità. Bisogna invece insistere sul mantenere la fiducia in questa felicità di base, in questa base di felicità. Sarà più profonda se la combineremo con un frequente richiamo alla gratitudine e se resteremo vicini al corpo. E' qui che sono incisi i ricordi di insicurezza, paura, dubbio e, in ultima analisi, di infelicità.

 

Nel corso del seminario si alterneranno pratiche guidate in posizione sdraiata e seduta a momenti di approfondimento con ampio spazio alle domande.

 

In ognuno dei due giorni Jacques Vigne ci accompagnerà in una camminata meditativa negli grandi spazi lungo i campi e il torrente.

 

Jacques Vigne, medico psichiatra francese, ha vissuto per oltre 25 anni in India, ricercatore e maestro di meditazione, è autore di importanti saggi che stabiliscono un ponte fra scienza (neuroscienza) e medicina occidentale e filosofie indiane e orientali. I suoi numerosi libri, tradotti in svariati paesi, sono contraddistinti da un approccio sempre rigoroso e da una vasta documentazione di supporto e nel contempo sono frutto di ricerche ed esperienze sul campo. Da qui la loro diffusione tra un vasto pubblico.

 

E' possibile partecipare anche a una sola giornata e anche andare e tornare nei due giorni, data la vicinanza con Milano (Località Pontecurone, a 10 minuti dal casello A7 - Castelnuovo Scrivia, circa 40 minuti da Milano).

 

Chi volesse pernottare può rivolgersi all'agriturismo La Mirabella (339 3322940- www.lamirabella.it), la struttura ricettiva più vicina o cercare alloggio in altre località in zona come Tortona.

 

Il luogo: la cascina Vitale (anticamente Vigà), ai piedi delle colline, vicino ad un importante punto di guado del Curone, si trova in una località abitata fin dalla preistoria; reperti archeologici rinvenuti in scavi recenti indicano contatti con popolazioni celtiche, liguri ed etrusche.

 

Cogliendo l'opportunità del ponte del 2 giugno consigliamo alcuni luoghi da visitare negli immediati dintorni: il paese di Volpedo con lo studio di Giuseppe Pellizza e la Pieve romanica di San Pietro; la Pieve romanica Santa Maria a Viguzzolo; la Pinacoteca di Tortona dedicata al Divisionismo, la vicina val Borbera e le sue gole, i luoghi di produzione del vino Timorasso e del formaggio Montebore sulle colline tortonesi.

 

Per INFORMAZIONI su orari, costi e prenotazioni contattare il 339-4425089 (Emanuel Di Marco - referente Comunicazione)

Last Updated on Tuesday, 28 April 2026 14:45
 
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Written by Giacomo   
Friday, 14 March 2025 12:11
 

Commercio di armi fuori da limiti e controlli

Come Associazione Movimenti Cambiamenti, in più occasioni e a partire dal febbraio 2024, all’indomani dell’approvazione in Senato, abbiamo denunciato le pericolose conseguenze del progetto di modifica della L. 185/1990 sul traffico di armi (esportazione, importazione e transito): si tratta di modifiche sostanziali e tutte dirette a favorire l’esportazione di armamenti, riducendo vincoli e controlli democratici, in pieno contrasto con l’art.11 della Costituzione. L’esame del testo in Parlamento continua a essere rinviato e slitterà forse al mese prossimo, ma per ora senza alcuna previsione specifica, e ciò a fronte di un continuo aumento del traffico di armi. Evidentemente non si sente la necessità di seguire l’iter parlamentare che, in ogni caso, comporterebbe quantomeno il fatto di rendere pubblico il contenuto della legge. Come si può constatare ogni giorno, anche senza quelle modifiche normative, produzione, esportazione e commercio degli armamenti hanno avuto incrementi vertiginosi e incontrollati. 

 

Inoltre, come è stato rilevato dalle organizzazioni - oltre 200 - che hanno rilanciato la campagna “Basta favori ai mercanti d’armi”, occorre ricordare la violazione del Trattato internazionale sul commercio delle armi del 2014, «che non viene contemplato nella nuova formulazione della legge creando un buco normativo da colmare». Il trattato (Arms Trade Treaty), stabilisce non solo il divieto a esportare materiali militari a Paesi sottoposti a misure di embargo internazionale (art. 6), ma anche di valutare se le armi convenzionali o gli oggetti militari “possono contribuire a minacciare la pace e la sicurezza; possono essere utilizzati per commettere o agevolare una grave violazione del diritto internazionale umanitario e commettere o agevolare una grave violazione del diritto internazionale dei diritti umani”. E “se dopo aver condotto tale valutazione e aver esaminato eventuali misure di mitigazione, lo Stato Parte esportatore ritiene che vi sia un forte rischio di ricadere in una delle conseguenze negative previste, lo Stato Parte esportatore non autorizzerà l’esportazione”.
 

 

Vogliamo la legittimazione della guerra?

La discussione in sede legislativa, se mai ci sarà, avviene in un contesto di corsa al riarmo a livello europeo e di un clima di preoccupante propaganda bellica, sostenuta anche attraverso falsificazione di dati. Dati falsi diffusi dalla maggior parte degli organi di informazione europei e italiani che non sono stati rettificati nemmeno a seguito della ufficializzazione dei dati corretti. I fatti: due settimane fa i giornali di tutta Europa pubblicano un report dell’International Institute for Strategic Studies concludendo ed evidenziando, con titoli ad effetto, che la spesa per la difesa della Russia è superiore a quella dell’Europa intera.  Da qui la giustificazione a ogni politica di riarmo. I dati diffusi non sono reali e addirittura mettono a confronto voci non confrontabili. L’economista Carlo Cottarelli ha inviato, in proposito, una nota dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica al fine di rettificare la notizia errata, basata su palesi errori di calcolo: ovvero la spesa militare europea è stata calcolata al tasso di cambio attuale e non a parità di potere di acquisto. E se viene convertita in dollari a parità di potere di acquisto, la spesa militare europea risulta pari a 730 miliardi di dollari nel 2024 rispetto ai 462 miliardi spesi dalla Russia. In sostanza gli europei spendono il 58% in più dei russi.

Questo, in aggiunta al fatto che non ci sono state correzioni sugli organi di stampa una volta diffusa questa nota, dà la misura del livello a cui è arrivata la propaganda. Del resto la direzione è chiara: dalla guerra alla progressiva “normalizzazione” della guerra all’interno dell’opinione pubblica. Un passo via l’altro: le dichiarazioni di Ursula von der Leyen sulla necessità di derogare al patto di stabilità per aumentare la spesa pubblica nella difesa e l’indirizzo che si è deciso di dare agli investimenti tecnologici verso l’industria bellica sono solo due esempi. Per non parlare della sempre più diffusa e invasiva partecipazione delle Forze armate e di Polizia nelle scuole, come continua a denunciare l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. In sostanza, dalla guerra alla cultura di guerra che procede nel senso della sua legittimazione. Gli spazi per dire di no ci sono e vanno aperti sempre di più.

Last Updated on Friday, 14 March 2025 12:14
 
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Written by MC Editrice   
Tuesday, 18 June 2024 16:31

Di seguito l'abstract dell'articolo di Michela Bianchi, pubblicato sulla rivista Questione Giustizia, e scritto con l'intento di intranprendere un percorso di riflessione collettiva per continuare e rinnovare il progetto "Diritti In Gioco".

Come riflettere insieme ai più giovani sul significato di diritto umano? Cosa viene incluso e cosa di fatto si esclude osservandolo alla luce dell’esperienza concreta? Nel libro-laboratorio Diritti in gioco (2004) avevamo affrontato il tema in un lavoro collettivo attraverso un cambio del punto di vista, ovvero, partire dalla vita reale e quindi dai bisogni, e verificare se e in che modo erano stati accolti e considerati nell’ambito del diritto. La scelta è stata quella di considerare alcuni beni comuni fondamentali: acqua, terra, cibo, sapere, salute, uguaglianza, pace. Il libro, molto utilizzato nelle scuole, oggi necessita di una ristampa e i cambiamenti in atto (sul piano geopolitico, economico, climatico, le nuove forme di sfruttamento, le guerre continue, le sistematiche violazioni dei diritti - e del diritto internazionale in particolare - che rimangono impunite se non addirittura avallate) richiedono una rinnovata riflessione. Accenniamo qui ad alcune questioni che andrebbero considerate e affrontate: una proposta, nell’intento di svilupparle attraverso un percorso ancora una volta collettivo.

di Michela Bianchi

https://www.questionegiustizia.it/articolo/scuola-diritti

 

Last Updated on Tuesday, 18 June 2024 16:45
 
Alla Biblioteca Sormani Donne del Novecento, il libro e la mostra PDF Print E-mail
Written by MC Editrice   
Monday, 19 February 2024 00:00

Siamo lieti di invitarvi il 5 marzo alla Sala del Grechetto di Biblioteca Sormani per la presentazione del libro Donne del Novecento e l'inaugurazione della mostra dei ritratti di Agostino Carabelli.

Per l'occasione saranno esposti i disegni originali pubblicati nel libro nello spazio antistante la sala del Grechetto.

La mostra a scaffale aperto a piano terra sarà ospitata fino al 6 aprile.

Leggi la scheda  

Puoi richiedere il libro scrivendo via email all'indirizzo This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it .

 

 


 

 
Donne straordinarie in 88 ritratti d'artista PDF Print E-mail
Written by MC Editrice   
Tuesday, 17 October 2023 18:57

Abbiamo il piacere di annunciarvi l'uscita del nuovo libro Donne del Novecento, di Agostino Carabelli.

 …per Agostino, osservare, leggere i volti e le cose, ascoltare e immediatamente mettere su carta, disegnare, era un’urgenza, una necessità.
Moltissimi i lavori dell’ultimo periodo ma quello dei ritratti di donne era diventato per lui più importante degli altri, con un coinvolgimento e un entusiasmo che non si esaurivano: decine di volti, decine di storie si accumulavano sulla scrivania e sembrava non fossero mai abbastanza. Agostino ha incontrato il loro sguardo, si è fatto coinvolgere dalle loro vite con l’appassionata attenzione ai dettagli che sono diventati segno e colore.
Il progetto era farne un libro (e non solo) che insieme avevamo in mente da tempo, che insieme non abbiamo potuto realizzare ma che ora ho voluto pubblicare.

dalla Introduzione di Michela Bianchi

Leggi la scheda  

Il libro è disponibile subito. Puoi richiederlo scrivendo via email all'indirizzo This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it .

 

 


 

Last Updated on Monday, 06 May 2024 19:02
 
Finché c’è guerra… La legge sull’export delle armi PDF Print E-mail
Written by MC Editrice   
Monday, 20 February 2023 12:46

Finché c’è guerra… La legge sull’export delle armi

 

La guerra è la fiera campionaria delle multinazionali

Ilaria Alpi

 

Ucraina, Siria, Yemen, Libia, Iraq, Palestina, Etiopia, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Kurdistan, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Camerun, Burkina Faso, Sahel, Mali, Costa d’Avorio, Niger, Nigeria, Mozambico, Sahara Occidentale, Afghanistan, Colombia... Come ripete Papa Francesco, come ricordano gli organizzatori della Marcia Perugia-Assisi, la guerra è dappertutto e la facciamo anche contro i poveri, il clima, le donne, i rifugiati...

Non è vero che non possiamo fare niente di diverso da quello che stiamo facendo.

Non è vero che non ci sono alternative alla guerra.

Non è vero che non c’è spazio per il negoziato politico.

Innanzitutto, ci dice Tenzin Palmo, una delle più importanti insegnanti buddhiste occidentali, in una recente intervista, occorre avere chiaro che “i politici, i militari, i produttori di armi e le altre aziende implicate guadagnano immense fortune ogni volta che scoppia una guerra; si arricchiscono enormemente grazie alla morte e alla devastazione causate da ciò che commerciano.  Ma a loro non importa: più morti ci sono, più si conferma l’efficacia delle loro armi e più ne venderanno. Distorcono la verità a loro beneficio, fanno circolare menzogne, come sempre succede. Non dobbiamo credere alla propaganda, anzi, teniamo il cuore aperto!”

E allora chiediamoci, con gli organizzatori della Perugia-Assisi: quali altre armi siamo disponibili a inviare? Per quanto tempo ancora? Quale strategia politica e militare sta guidando i nostri invii di armi? Le armi che inviamo, infatti, non bastano mai. Siamo arrivati ai carri armati, ma gli ucraini già chiedono i cacciabombardieri, i missili a lungo raggio...

Dal 1990 c’è una legge in Italia, la n.185, che vieta l’esportazione di armi verso i Paesi in stato di conflitto armato, richiamando l’art.11 della nostra Costituzione che afferma che l’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Ma questo non basta.

I limiti della legge che vieta l’export di armi

La legge 185 è un testo normativo importante, che pone principi e obiettivi in linea con il dettato costituzionale e chi aspira alla pace si trova in sintonia con alcuni punti fermi previsti, tra questi il divieto di esportazione di armi verso paesi in guerra.

 

Come si concilia con questo divieto l’invio di armamenti, in particolare, ai Paesi del Golfo, Arabia Saudita e Emirati Arabi (armi usate contro lo Yemen), e poi all’Ucraina? Il Governo Draghi prima e il Governo Meloni, poi, hanno deliberato generosi invii. Come è stato possibile? Chi decide sulla questione?

Chi aspira alla pace si trova in sintonia con i punti fermi della legge:

-        esportazione, importazione e transito degli armamenti devono essere in linea con la politica estera e di difesa dell’Italia (articolo 1) e, comunque, in sintonia con il principio enunciato dall’art.11 della Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”;

-        tutte le operazioni che riguardano gli armamenti, compreso anche il semplice transito sul territorio nazionale o la cessione delle licenze di produzione, sono soggette ad autorizzazione e a controlli da parte dello Stato (articolo 1.2);

-        il Governo deve assumere “misure idonee ad assecondare la graduale differenziazione produttiva e la conversione a fini civili delle industrie nel settore della difesa” (articolo 1.3);

-        sono inderogabilmente vietate la fabbricazione, l'importazione, l'esportazione ed il transito di armi biologiche, chimiche e nucleari, nonché la ricerca preordinata alla loro produzione o la cessione della relativa tecnologia (articolo 1.7).

La legge pone anche altri importanti limiti al traffico di armi. In particolare l’articolo 1.6 A) vieta l’esportazione e il transito di materiali di armamento “verso i paesi in stato di conflitto armato”.

Sulla conversione a fini civili ricordiamo, però, che nei primi anni ‘90 e nonostante la L. 185 fosse già in vigore, in Italia la produzione di mine antiuomo, che uccidevano o mutilavano le persone, fu fermata non dal governo, ma dalle stesse operaie impiegate nella Valsella Meccanotecnica di Castenedolo (Bs): dopo aver ascoltato i racconti di Gino Strada sui terribili effetti causati dagli ordigni, le 300 operaie addette si rifiutarono di proseguire nella produzione. La vicenda è riassunta in un articolo del Manifesto, firmato da Dino Greco e pubblicato il 15 agosto 2021 (https://ilmanifesto.it/un-pugno-di-operaie-di-un-piccolo-paese-fermo-le-mine).

Anche grazie a questa coraggiosa mobilitazione, una legge ha finalmente formalizzato il divieto di fabbricazione di mine antiuomo in Italia.

La storia delle perverse tecnologie militari ci ricorda che oltre 35000 persone in Cambogia sono morte o hanno subito gravi mutilazioni a causa delle mine antiuomo e che la strage si è protratta per molti anni dopo la fine della Seconda Guerra d'Indocina (combattuta negli anni dal 1946 al 1954 fra l'esercito coloniale francese e il movimento Viet Minh, guidato da Ho Chi Minh). Molte altre vittime, in numero imprecisato, ma sempre per gli stessi ordigni, sono state causate anche in Mozambico, Afghanistan, Angola, Cecenia, Kurdistan iracheno ed ex-Iugoslavia.

Quanto al divieto assoluto di ogni traffico e transito di armi nucleari (oltre a quelle biologiche e chimiche) ricordiamo tristemente che il nostro territorio nazionale “ospita” ordigni di tal genere nelle basi militari degli Stati Uniti: oltre a trasformare i luoghi in obiettivi militari designati, la presenza di armi nucleari è in palese e inammissibile contrasto con il divieto che l’Italia ha legislativamente posto: evidentemente siamo un paese in parte “suddito”.

Altro punto spinoso è quello dell’esportazione di armi verso paesi in guerra.

Anche qui la legge 185 ha posto un divieto, assolutamente conforme al dettato costituzionale dell’articolo 11: se l’Italia ripudia la guerra come metodo di risoluzione di controversie internazionali non può certo alimentare la guerra sia pure tra Stati terzi. Ma come sappiamo il Governo Draghi senza esitazione ha approvato l’invio di armi a sostegno dell’Ucraina e il Governo Meloni si è posto in perfetta continuità.

In effetti, la legge 185, pur vietando di rifornire di armi i paesi belligeranti (senza distinzione tra aggressori e aggrediti) prevede, però, deroghe sia in caso di “obblighi internazionali dell’Italia” (come nel caso di interventi, autorizzati dall’ONU, a fini di interposizione fra belligeranti), sia in caso di “diverse deliberazioni del Consiglio dei Ministri, da adottare previo parere delle Camere”. E’ quest’ultimo il caso relativo alla guerra russo-ucraina.

Certo la legge prevede la deroga al divieto, ma pone una condizione di pubblicità e trasparenza, richiedendo il parere preventivo del Parlamento con il conseguente dibattito pubblico. Come sappiamo entrambe le Camere si sono espresse a larga maggioranza in favore del sostegno armato a favore di uno dei belligeranti e i due governi successivi (Draghi e Meloni) hanno ricevuto il via libera.

Dal punto di vista strettamente giuridico appare tutto regolare. Rimane, però, insuperato il nodo del contrasto netto fra l’opinione pubblica italiana, in misura preponderante contraria all’invio di armi, e i suoi rappresentanti in Parlamento.

Nei rapporti con altri Stati e in altre occasioni i nostri governi, salvo lodevoli eccezioni, si sono mossi disinvoltamente rispetto ad altri divieti posti dalla legge 185. In particolare, rispetto alle esportazioni verso paesi i cui governi erano e sono responsabili di accertate violazioni dei diritti umani (articolo 1.6 D) e rispetto all’ulteriore divieto di esportazione, che scatta “quando manchino adeguate garanzie sulla definitiva destinazione dei materiali”. Il secondo Governo Conte aveva disposto in proposito il blocco delle esportazioni verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti delle bombe prodotte a Domusnovas, nel Sud Sardegna, dalla RWM (controllata dalla tedesca Rheinmetall), ma nel luglio 2021, con il sostanziale beneplacito del Governo Draghi, l’Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento (UAMA) ha rimosso la clausola che condizionava l’esportazione verso i due paesi del Golfo alla presenza di un end-user certificate, cioè della garanzia di un impegno di tali paesi a non usare gli ordigni acquistati dall’Italia nel conflitto in Yemen. Infatti, negli anni precedenti, parti di bombe esplose in territorio yemenita avevano rivelato inequivocabilmente la provenienza e la fabbricazione da parte della RWM. Inutile ricordare le violazioni dei diritti umani ascrivibili ai due paesi in questione e i bombardamenti compiuti in danno dei civili dello Yemen nella lunga guerra, ricordata solo da Papa Francesco e da pochi altri e che insanguina quel paese dal 2015: il rapporto dell’Onu, pubblicato nel novembre 2021, indicava in 377mila le vittime, per il 60 per cento dovute agli effetti indiretti del conflitto (scarsità di acqua e cibo), e in circa 150mila gli yemeniti morti negli scontri armati e nei bombardamenti aerei. L’Undp, l’Agenzia per lo sviluppo dell’Onu, ha denunciato che nel 2021 ogni 9 minuti è morto un bambino di meno di 5 anni.

 

Impedire l’irreparabile

“Centinaia di migliaia di persone innocenti muoiono, e perché?”, continua Tenzin Palmo, “A causa di un ordine dei politici e della motivazione economica che li spinge. È tutto qui, non ha niente a che fare con “chi ha ragione” o “chi ha torto”, è solo una questione di potere e di denaro” (vedi intervista pubblicata in Otto dialoghi per il tempo presente).

E le motivazioni economiche, anche nel caso dell’Ucraina, sono evidenti. Oltre alle grandi ricchezze del sottosuolo, questa regione possiede una enorme quantità di terra coltivabile (si parla del 7% del totale mondiale) che è stata privatizzata dal governo Zelensky e svenduta alle multinazionali, soprattutto statunitensi. Il settore agricolo del Paese, infatti, è ormai quasi interamente nelle mani di multinazionali americane e occidentali – quali Monsanto, Cargill e Du Pont – (vedi documento “The corporate takeover of ukraine agriculture”, redatto dall’Oakland Institute). Nel gennaio scorso a Davos, Zelensky ha firmato un accordo per la ricostruzione postbellica con Black Rock, la più grande società di investimenti del mondo: il piano prevede che in cambio dei prestiti, Kiev provveda tra l’altro alla privatizzazione di buona parte del sistema industriale pubblico del Paese. Il popolo ucraino è così doppiamente vittima, massacrato dalla guerra e, sempre a causa della guerra, derubato dei suoi beni comuni oltre che dei suoi diritti civili e sindacali.

La guerra è la condizione per l’arricchimento dei potenti e la conseguente rovina di tutti gli altri e del pianeta. Non possiamo far finta di non saperlo.  Come non ricordare quel lungimirante film di Alberto Sordi del 1974, “Finché c’è guerra c’è speranza”? Riprendiamo l’appello del fisico Marco Revelli: “Che mille voci diverse, insieme, facciano sentire il loro no alla logica del “noi” contro “loro”, alla demonizzazione di ogni nemico, alla propaganda di guerra in cui siano immersi. Siamo in guerra con la Russia, stiamo andando alla guerra con la Cina, perché la leadership dell’Occidente pretende di dominare il mondo. Fermiamo questa follia”.

 

 

Otto dialoghi per il tempo presente

Pace per vivere Sei cigni per Simone Weil

 

Last Updated on Monday, 20 February 2023 14:49
 
ALLEVIARE IL DOLORE E LA SOFFERENZA di Jacques Vigne PDF Print E-mail
Written by MC Editrice   
Monday, 06 May 2024 19:02

E' DISPONIBILE IL NUOVO LIBRO di Jacques Vigne

ALLEVIARE IL DOLORE E LA SOFFERENZA

Pratiche meditative, autoterapia e neuroscienze

Il dolore può essere considerato un richiamo: è una tigre che si impara a cavalcare. La sofferenza viene generalmente vissuta con un senso di frustrazione, come se impedisse ogni possibilità di benessere. Eppure, quando prendiamo il coraggio di andare al cuore di questo male che tanto ci spaventa, possiamo ritrovare stabilità e serenità.
“Rivoltare” il dolore, superare la sofferenza e trasformarla in opportunità: è quanto l’autore, medico psichiatra, propone in questo libro attraverso un percorso articolato, originale e di pratiche concrete, in continuo collegamento con la ricerca scientifica e le neuroscienze.

Leggi la scheda

 

Last Updated on Thursday, 09 May 2024 12:26
 
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Written by MC Editrice   
Sunday, 18 February 2024 18:41

Legge su commercio delle armi, il governo cancella trasparenza e controlli del Parlamento

L’attuale governo, nel clima di malsana euforia creato dal boom di affari per produttori e trafficanti di armi, ha pensato bene di affossare i principi di trasparenza introdotti nel 1990 (Legge n.185) per il commercio degli armamenti. Legge che aveva già derogato al principio costituzionale posto dall’articolo 11 della Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.” Luci e ombre della legge sono già state analiticamente esaminate (v. articolo pubblicato sul sito di MC Editrice - http://www.mceditrice.it/it/articoli/47-articoli/382-finche-ce-guerra-la-legge-sullexport-delle-armi). Ma con l’attuale modifica ci si propone di scardinare anche alcuni principi di trasparenza e democrazia introdotti nel 1990. E ciò nel generale silenzio degli organi di informazione.

Del resto, assumendo un profilo molto “basso”, nella relazione allegata al Disegno di legge di modifica, presentato al Senato (n.855 della XIX legislatura), si dichiara che il DDL “apporta alcuni aggiornamenti alla disciplina” della Legge 185/90 “al fine di rendere la normativa nazionale più rispondente alle sfide derivanti dall’evoluzione del contesto internazionale”: in realtà, leggendo tra le righe, l’obiettivo è semplificare il traffico di armi, occultandolo all’opinione pubblica e rendendolo funzionale all’attuale clima di guerra. Che questo sia il reale intento perseguito è, poi, reso evidente dall’analisi del testo normativo e dagli effetti che produrrebbe ove fosse approvato e trasformato in legge.

1)                 Potere insindacabile del Governo su export di armi

Il 17 aprile 2023 il Governo Meloni aveva già cancellato il provvedimento del gennaio 2021, con cui il secondo Governo Conte dispose la revoca delle autorizzazioni all’esportazione di missili e bombe verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti (coinvolti nella guerra in corso nello Yemen).  Per evitare che il “pericoloso” precedente della revoca delle autorizzazioni non abbia più a ripetersi, viene ora previsto che, in presenza di un divieto di esportazione di armi posto/proposto dall'Unità per le Autorizzazioni dei Materiali d'Armamento (UAMA), il Comitato Interministeriale per gli Scambi di Materiali di Armamento per la Difesa (CISD, presieduto dal Presidente del Consiglio), può insindacabilmente rigettare il divieto, purché eserciti tale facoltà entro quindici giorni. Il veto governativo (perché si tratta di un vero e proprio “potere di veto”) prevale su quanto proposto dalla UAMA, senza che vi sia la necessità di informare e/o sentire il Parlamento. Il tutto, quindi, avviene al di fuori di ogni trasparenza e tenendo completamente all’oscuro l’opinione pubblica.

 

2)                 Colpo di spugna su trasparenza e controlli del Parlamento

Fino a oggi la trasparenza e il controllo democratico sul commercio e il transito di armi è incentrato sulla relazione che il Governo deve presentare al Parlamento entro il 31 marzo di ogni anno.

L’articolo 5 della L. 185 prevede che la relazione contenga “indicazioni analitiche - per tipi, quantità e valori monetari - degli oggetti concernenti le operazioni”; deve, inoltre, essere riportata  la lista dei paesi indicati nelle autorizzazioni definitive”, oltre all'elenco delle “revoche delle autorizzazioni stesse per violazione della clausola di destinazione finale e dei divieti”.

Un emendamento proposto da tre senatori del Partito Democratico escluderebbe le “ indicazioni analitiche, richiedendo soltanto la lista dei paesi di destinazione con l’ammontare degli importi suddivisi per tipologia di equipaggiamenti, le imprese autorizzate e l’elenco degli accordi da Stato a Stato. La semplificazione, che renderebbe più facilmente comprensibile la relazione, è però ritenuta pericolosa da associazioni e ONG impegnate per la pace, in quanto potrebbe rendere difficoltoso ricostruire gli effettivi traffici di armi.

 

3)                 Le banche etiche vanno bandite

La Rivista Italiana Difesa del 3 luglio 2023, riportando gli interventi succedutisi all’Assemblea Generale dell’AIAD (Federazione Aziende Italiane per l'Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza), tenutasi a Roma, oltre alla “indicazione molto chiara circa la necessità di aggiornare la Legge 185 che regola l’export militare italiano”, indicava anche l’altro tema, a suo giudizio, importante: la necessità di superare la questione delle banche etiche. Nella stessa assemblea, infatti, il Ministro Crosetto manifestava tutta la propria insofferenza verso anacronistici scrupoli morali: “perché una banca non dovrebbe supportare un'operazione che è legale?”. Evidentemente sfugge al Ministro la distinzione tra legge ed etica, con il semplice corollario che non tutto quello che è legalmente consentito è anche conforme all’etica. Le banche, del resto, rispetto ai finanziamenti alla produzione e/o all’esportazione di armamenti, si fanno portatrici di esigenze etiche dei propri clienti, risparmiatori o investitori. Per risolvere il problema nel senso voluto da costruttori e trafficanti di armi è stato proposto dalla stessa relatrice del DDL, Stefania Craxi (FdI), un emendamento radicale: il “capitolo sull’attività degli istituti di credito operanti nel territorio italiano concernente le operazioni disciplinate dalla presente legge (L. 185/1990 – ndr)” che fino ad oggi deve essere inserito   nella relazione annuale del Governo al Parlamento, viene cancellato con l’abrogazione del comma 4 dell’articolo 27. In sostanza non sarà possibile conoscere quali banche speculano sulle armi e sulle guerre.

 

4)                 Cancellata ogni ipotesi di conversione dell’industria militare in civile

Il DDL prevede l’abrogazione dell’intero articolo 8, che affida all’Ufficio, costituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, un compito particolarmente importante e delicato: studiare la conversione a scopi civili delle aziende di produzione di armamenti. In particolare, l’Ufficio deve individuare la possibile “utilizzazione per usi non militari di materiali derivati da quelli di cui all'articolo 2, ai fini di tutela dell'ambiente, protezione civile, sanità, agricoltura, scientifici e di ricerca, energetici, nonché di altre applicazioni nel campo civile”. Gli stessi senatori del PD sopra ricordati hanno proposto un emendamento per mantenere in vita l’articolo 8, ma date le maggioranze precostituite in Parlamento, le probabilità di successo appaiono scarse.

Il deciso orientamento governativo di cancellare la riconversione delle industrie belliche dal testo della legge manifesta in modo palese che gli intenti di questo Governo sono ben lontani da qualunque orizzonte di pace e che l’unica prospettiva considerata è quella di sostenere e far crescere in ogni modo la proliferazione delle armi e i profitti relativi.

 

 

5)                 Che fare? Il caso dell’Olanda

Oxfam Novib, PAX e Rights Forum, associazioni impegnate per la pace, hanno ottenuto un’importante sentenza*: in sede di appello (in primo grado il Tribunale aveva rigettato il ricorso) la Corte olandese, in data 12 febbraio 2024, ha deciso che i Paesi Bassi devono fermare entro sette giorni l’esportazione di parti di aerei da caccia F35 verso Israele, a causa degli evidenti rischi di gravi violazioni del diritto umanitario internazionale. La Corte, sulla base dei rapporti di Amnesty e dell'ONU, ha concluso che gli obiettivi civili a Gaza vengono colpiti in modo sproporzionato, causando numerose vittime civili, tra cui molti bambini.

E’ per ora la prima pronuncia giurisdizionale sul traffico di armamenti o di parti di armamenti, ma l’esempio dovrebbe essere seguito dagli altri paesi, quanto meno da quelli europei, come l’Italia,  tenuti al rispetto di normative analoghe, che vietano l’esportazione in violazione dei diritti umani. Se pensiamo alle bombe e ai missili costruiti in Sardegna e utilizzati in Yemen, oppure ai cannoni prodotti dalla OTO Melara che colpiscono Gaza, abbiamo evidentemente molto da fare anche in “casa nostra”.

*la sentenza olandese:

https://linkeddata.overheid.nl/front/portal/document-viewer?ext-id=ECLI:NL:GHDHA:2024:191
Last Updated on Sunday, 18 February 2024 18:58
 
Jacques Vigne torna in Italia PDF Print E-mail
Written by MC Editrice   
Friday, 07 April 2023 09:38
Jacques Vigne torna in Italia in maggio.

Con piacere vi segnaliamo l’incontro di due giorni organizzato da Associazione Movimenti Cambiamenti e MC Editrice

 

Il momento della cura per sé e per gli altri

Seminario condotto da Jacques Vigne - 13 e 14 maggio 2023

presso Cascina Vitale - Associazione Movimenti Cambiamenti

 

In questo periodo la cura è diventata indispensabile. Occorre riscoprirla, promuoverla e sostenerla come strada da percorrere per avere la forza di superare le ondate di negatività, sfiducia e rassegnazione in cui spesso siamo trascinati.

Durante le due giornate di seminario (13 e 14 maggio) Jacques Vigne ci guiderà in questo percorso (approfondendo alcuni temi a partire, in particolare, dal libro Neurobiologia della Meditazione):

  • Come, attraverso la cura e l'esercizio continuo dell'attenzione è possibile superare il dolore; uscire dalla solitudine, superare le negatività che produciamo e che ci vengono dall'ambiente esterno. Come trasformare le avversità in occasioni di progresso e crescita spirituale.

  • La cura come via della pace interiore e di cambiamento, la possibilità quindi di trasmetterla agli altri, al mondo.

  • Comprendere come la cura di sé è necessariamente collegata a quella verso gli altri e il suo esercizio restituisce fiducia e anche gioia.

In ognuno dei due giorni Jacques Vigne ci accompagnerà in una camminata meditativa negli ampi spazi lungo i campi e il torrente. Questa "esplorazione" sarà preceduta da una brevissima introduzione su questo particolare territorio che permetta di comprendere meglio il luogo e di stabilire dei collegamenti tra "il dentro e il fuori". E anche di scoprire le possibilità di un'azione concreta, ognuno a suo modo e secondo le sue inclinazioni.

Jacques Vigne è medico psichiatra francese, ha vissuto per oltre 25 anni in India, ricercatore e maestro di meditazione, è autore di importanti saggi che stabiliscono un ponte fra scienza (neuroscienza) e medicina occidentale e filosofie indiane e orientali. I suoi numerosi libri, tradotti in svariati paesi, sono contraddistinti da un approccio sempre rigoroso e da una vasta documentazione di supporto e nel contempo sono frutto di ricerche ed esperienze sul campo. Da qui la loro diffusione tra un vasto pubblico.


Info

E’ possibile partecipare anche a una sola giornata e anche andare e tornare nei due giorni, data la vicinanza con Milano (Località Pontecurone, a 10 minuti dal casello A7 Castelnuovo Scrivia, circa 40 minuti da Milano). Chi sceglie il treno può avvertire e daremo indicazioni.


Chi volesse pernottare può rivolgersi all’agriturismo La Mirabella (339 3322940 - www.lamirabella.it), la struttura ricettiva più vicina o cercare alloggio in altre località in zona come Tortona.

Il luogo: la cascina Vitale (anticamente Vigà), ai piedi delle colline, vicino ad un importante punto di guado del Curone, si trova in una località abitata fin dalla preistoria; reperti archeologici rinvenuti in scavi recenti indicano contatti con popolazioni celtiche, liguri ed etrusche.

Da vedere negli immediati dintorni: il paese di Volpedo con lo studio di Giuseppe Pellizza e la Pieve romanica di San Pietro; la Pieve romanica Santa Maria a Viguzzolo; la Pinacoteca di Tortona dedicata al Divisionismo.

Per INFORMAZIONI su costi e prenotazioni: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

Per motivi organizzativi occorre prenotare entro il 23 aprile.

 

Last Updated on Thursday, 20 April 2023 10:23
 

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