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Uno statuto per l'acqua a portata di voto
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Uno statuto per l'acqua a portata di voto

( MC Editrice )
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Marco Manunta

Uno statuto per l'acqua a portata di voto

 

Illustrazione di copertina: Francesco Santosuosso
ISBN 978-88-88432-29-8
pp. 128
formato 15 x 21
I Edizione: marzo 2010
Ci stanno rubando l’acqua? Dopo millenni di accesso libero alla risorsa vitale, dopo oltre un secolo di acquedotti pubblici, l’imposizione per legge della privatizzazione sta tentando di distruggere uno dei pilastri della vita sociale. È possibile arrestare questa deriva?


Nel mondo è proprio l’Italia ad avere il primato negativo in fatto di disciplina dei servizi idrici e di privatizzazione. Ma contro l’apparenza, non tutto è perduto. Ancora una volta il problema centrale è l’informazione oltre alla volontà dei cittadini di prendere in mano le proprie sorti. Partendo da pochi principi universali è possibile, infatti, anche in Italia, delineare uno Statuto per l’acqua, largamente condiviso, che non è utopia, ma prima di tutto realtà vissuta.
Le norme positive esistono già e molti enti locali hanno cominciato a farne buon uso.
Lo scopo di questo libro è, appunto, illustrare e raccogliere, in modo ragionato, ciò che è possibile realizzare qui e ora.
La valorizzazione dei principi costituzionali più vicini ai reali bisogni delle persone, la diffusione della conoscenza di importanti sentenze, l’impiego delle nuove opportunità offerte dall’Unione Europea e, soprattutto, la consapevolezza dei propri diritti da parte dei cittadini sono ingredienti sufficienti a costruire già oggi, senza necessità di riforme radicali, un quadro di riferimento sicuro per la gestione del più importante dei beni comuni. Buone pratiche sono possibili e già sono realizzate anche nella realtà italiana. Si tratta di scoprirle ed estenderle. L’inutile complessità di norme e di organizzazione creata intorno all’acqua va superata con pratiche positive e condivise. Vanno riscoperti i valori antichi, integrandoli con la partecipazione democratica. I beni comuni devono tornare sotto il controllo di chi vive nel territorio. In altri paesi, anche molto vicini, il ripensamento è già iniziato e il liberismo del secolo scorso, almeno riguardo all’acqua, sta per essere archiviato.
Il libro, insieme a quelli già pubblicati, si propone di fornire un supporto per capire cosa si muove in questa articolata realtà e conoscere le esperienze e le buone pratiche da diffondere.




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