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Libri del mese

 

Sentieri himalayani

Sette racconti di viaggio ed altrettanti itinerari in una delle regioni più suggestive e sacre del pianeta, con una guida d’eccezione come Jacques Vigne. Medico psichiatra, ricercatore, maestro di meditazione, per la prima volta, e per il pubblico italiano, raccoglie in un libro le sue esperienze di viaggiatore e di guida sui sentieri himalayani.

 

Una gioia di nonsense

Perché abbiamo bisogno del comico e dell’assurdo? Da dove viene l’interesse per una forma poetica così poco convenzionale come il nonsense? Andare oltre il pensiero razionale, accogliere il senso nudo dell’esistenza ha un effetto liberatorio, salvifico, persino gioioso.


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MC Editrice: la casa editrice del dialogo interculturale a Milano
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Scritto da Giacomo   
Giovedì 30 Aprile 2026 09:47

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Seminario condotto da Jacques Vigne 30 e 31 maggio 2026 PDF Stampa E-mail
Scritto da Giacomo   
Lunedì 27 Aprile 2026 09:18

Alleviare e trasformare la sofferenza, ritrovare fiducia in noi

Come coltivare la speranza nel presente e svilupparla in modo concreto

 

Stiamo attraversando un periodo critico, il mondo e' segnato da conflitti e paure, da solitudini ed esclusioni e spesso a prevalere sono il senso di impotenza e la rassegnazione. Ci sarebbe davvero bisogno di recuperare la fiducia, di riprendere una sana speranza, cioe' non consolatoria e affidata all'esterno.

 

Quale senso può avere la speranza oggi? Come ripensarla e attivarla dentro di noi? Come uscire dal tempo dell'accelerazione e del consumo? Come interrompere la catena della rabbia e del senso di impotenza?

 

Nel corso del seminario si guarderanno le cause del malessere e della depressione attuali per comprendere e attivare le possibilità di coltivare la fiducia in noi e negli altri.

 

Come rileva Jacques Vigne nel suo ultimo libro Alleviare il dolore e la sofferenza. Pratiche meditative, autoterapia e neuroscienze, non siamo convinti che la felicità sia la nostra vera natura e proprio da qui deriva la sua instabilità. Bisogna invece insistere sul mantenere la fiducia in questa felicità di base, in questa base di felicità. Sarà più profonda se la combineremo con un frequente richiamo alla gratitudine e se resteremo vicini al corpo. E' qui che sono incisi i ricordi di insicurezza, paura, dubbio e, in ultima analisi, di infelicità.

 

Nel corso del seminario si alterneranno pratiche guidate in posizione sdraiata e seduta a momenti di approfondimento con ampio spazio alle domande.

 

In ognuno dei due giorni Jacques Vigne ci accompagnerà in una camminata meditativa negli grandi spazi lungo i campi e il torrente.

 

Jacques Vigne, medico psichiatra francese, ha vissuto per oltre 25 anni in India, ricercatore e maestro di meditazione, è autore di importanti saggi che stabiliscono un ponte fra scienza (neuroscienza) e medicina occidentale e filosofie indiane e orientali. I suoi numerosi libri, tradotti in svariati paesi, sono contraddistinti da un approccio sempre rigoroso e da una vasta documentazione di supporto e nel contempo sono frutto di ricerche ed esperienze sul campo. Da qui la loro diffusione tra un vasto pubblico.

 

E' possibile partecipare anche a una sola giornata e anche andare e tornare nei due giorni, data la vicinanza con Milano (Località Pontecurone, a 10 minuti dal casello A7 - Castelnuovo Scrivia, circa 40 minuti da Milano).

 

Chi volesse pernottare può rivolgersi all'agriturismo La Mirabella (339 3322940- www.lamirabella.it), la struttura ricettiva più vicina o cercare alloggio in altre località in zona come Tortona.

 

Il luogo: la cascina Vitale (anticamente Vigà), ai piedi delle colline, vicino ad un importante punto di guado del Curone, si trova in una località abitata fin dalla preistoria; reperti archeologici rinvenuti in scavi recenti indicano contatti con popolazioni celtiche, liguri ed etrusche.

 

Cogliendo l'opportunità del ponte del 2 giugno consigliamo alcuni luoghi da visitare negli immediati dintorni: il paese di Volpedo con lo studio di Giuseppe Pellizza e la Pieve romanica di San Pietro; la Pieve romanica Santa Maria a Viguzzolo; la Pinacoteca di Tortona dedicata al Divisionismo, la vicina val Borbera e le sue gole, i luoghi di produzione del vino Timorasso e del formaggio Montebore sulle colline tortonesi.

 

Per INFORMAZIONI su orari, costi e prenotazioni contattare il 339-4425089 (Emanuel Di Marco - referente Comunicazione)

Ultimo aggiornamento Martedì 28 Aprile 2026 14:45
 
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Scritto da Giacomo   
Venerdì 14 Marzo 2025 12:11
 

Commercio di armi fuori da limiti e controlli

Come Associazione Movimenti Cambiamenti, in più occasioni e a partire dal febbraio 2024, all’indomani dell’approvazione in Senato, abbiamo denunciato le pericolose conseguenze del progetto di modifica della L. 185/1990 sul traffico di armi (esportazione, importazione e transito): si tratta di modifiche sostanziali e tutte dirette a favorire l’esportazione di armamenti, riducendo vincoli e controlli democratici, in pieno contrasto con l’art.11 della Costituzione. L’esame del testo in Parlamento continua a essere rinviato e slitterà forse al mese prossimo, ma per ora senza alcuna previsione specifica, e ciò a fronte di un continuo aumento del traffico di armi. Evidentemente non si sente la necessità di seguire l’iter parlamentare che, in ogni caso, comporterebbe quantomeno il fatto di rendere pubblico il contenuto della legge. Come si può constatare ogni giorno, anche senza quelle modifiche normative, produzione, esportazione e commercio degli armamenti hanno avuto incrementi vertiginosi e incontrollati. 

 

Inoltre, come è stato rilevato dalle organizzazioni - oltre 200 - che hanno rilanciato la campagna “Basta favori ai mercanti d’armi”, occorre ricordare la violazione del Trattato internazionale sul commercio delle armi del 2014, «che non viene contemplato nella nuova formulazione della legge creando un buco normativo da colmare». Il trattato (Arms Trade Treaty), stabilisce non solo il divieto a esportare materiali militari a Paesi sottoposti a misure di embargo internazionale (art. 6), ma anche di valutare se le armi convenzionali o gli oggetti militari “possono contribuire a minacciare la pace e la sicurezza; possono essere utilizzati per commettere o agevolare una grave violazione del diritto internazionale umanitario e commettere o agevolare una grave violazione del diritto internazionale dei diritti umani”. E “se dopo aver condotto tale valutazione e aver esaminato eventuali misure di mitigazione, lo Stato Parte esportatore ritiene che vi sia un forte rischio di ricadere in una delle conseguenze negative previste, lo Stato Parte esportatore non autorizzerà l’esportazione”.
 

 

Vogliamo la legittimazione della guerra?

La discussione in sede legislativa, se mai ci sarà, avviene in un contesto di corsa al riarmo a livello europeo e di un clima di preoccupante propaganda bellica, sostenuta anche attraverso falsificazione di dati. Dati falsi diffusi dalla maggior parte degli organi di informazione europei e italiani che non sono stati rettificati nemmeno a seguito della ufficializzazione dei dati corretti. I fatti: due settimane fa i giornali di tutta Europa pubblicano un report dell’International Institute for Strategic Studies concludendo ed evidenziando, con titoli ad effetto, che la spesa per la difesa della Russia è superiore a quella dell’Europa intera.  Da qui la giustificazione a ogni politica di riarmo. I dati diffusi non sono reali e addirittura mettono a confronto voci non confrontabili. L’economista Carlo Cottarelli ha inviato, in proposito, una nota dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica al fine di rettificare la notizia errata, basata su palesi errori di calcolo: ovvero la spesa militare europea è stata calcolata al tasso di cambio attuale e non a parità di potere di acquisto. E se viene convertita in dollari a parità di potere di acquisto, la spesa militare europea risulta pari a 730 miliardi di dollari nel 2024 rispetto ai 462 miliardi spesi dalla Russia. In sostanza gli europei spendono il 58% in più dei russi.

Questo, in aggiunta al fatto che non ci sono state correzioni sugli organi di stampa una volta diffusa questa nota, dà la misura del livello a cui è arrivata la propaganda. Del resto la direzione è chiara: dalla guerra alla progressiva “normalizzazione” della guerra all’interno dell’opinione pubblica. Un passo via l’altro: le dichiarazioni di Ursula von der Leyen sulla necessità di derogare al patto di stabilità per aumentare la spesa pubblica nella difesa e l’indirizzo che si è deciso di dare agli investimenti tecnologici verso l’industria bellica sono solo due esempi. Per non parlare della sempre più diffusa e invasiva partecipazione delle Forze armate e di Polizia nelle scuole, come continua a denunciare l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. In sostanza, dalla guerra alla cultura di guerra che procede nel senso della sua legittimazione. Gli spazi per dire di no ci sono e vanno aperti sempre di più.

Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Marzo 2025 12:14
 

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